{"id":794,"date":"2020-02-13T11:15:44","date_gmt":"2020-02-13T10:15:44","guid":{"rendered":"https:\/\/studioputignano.it\/limiti-ed-errori-della-legge-anti-pedofilia\/"},"modified":"2020-02-13T11:15:45","modified_gmt":"2020-02-13T10:15:45","slug":"limiti-ed-errori-della-legge-anti-pedofilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioputignano.it\/en\/limiti-ed-errori-della-legge-anti-pedofilia\/","title":{"rendered":"Limiti ed errori della legge anti-pedofilia"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Limiti ed errori della legge anti-pedofilia<\/strong><\/p>\n\n<p>di Donato Sandro Putignano<\/p>\n\n<p>Nell\u2019Agosto del 1998 fu licenziata dalle nostre camere la legge 269, una legge nata con l\u2019intento di reprimere il fenomeno della pedofilia e della schiavit\u00f9, che in particolar modo ha indirizzato il suo intento punitivo contro quel particolare fenomeno chiamato pedofilia on line. Nella particolare severit\u00e0 con cui il legislatore ha colpito questo fenomeno pu\u00f2 riscontrarsi da un lato l\u2019emozione suscitata da fatti di cronaca, che ha accresciuto, nel caso ce ne fosse stato bisogno, l\u2019intento di reprimere duramente le conseguenze delittuose di tale parafilia, dall\u2019altro la paura suscitata da quel mondo ancora oscuro che \u00e8 Internet, ignoto ai pi\u00f9 fra gli scranni del Parlamento.<\/p>\n\n<p>Nell\u2019applicazione di tale legge sono iniziate sempre pi\u00f9 numerose in tutta Italia le indagini realizzate da reparti specializzati della Polizia giudiziaria, come la Polizia postale e delle telecomunicazioni, che hanno portato in questi anni a migliaia di arresti, di cui la maggior parte per il reato di diffusione su Internet di immagini pedopornografiche.<br\/>Molte di queste indagini sono state realizzate con la tecnica dell\u2019inserimento dei c.d. agenti provocatori all\u2019interno di canali di comunicazione virtuale, di cui \u00e8 sempre pi\u00f9 piena la Rete. Gli agenti provocatori sono agenti della Polizia giudiziaria che fingono di essere adulti interessati allo scambio di immagini pedopornografiche, o addirittura bambini o giovani adolescenti interessati ad amicizie col mondo degli adulti, per scoprire e far venire allo scoperto i \u201cpedofili\u201d macchiatisi dei reati sanzionati da tale legge.<\/p>\n\n<p>Un primo immediato appunto che si pu\u00f2 rivolgere alla Legge 269\/98 consiste nell\u2019 aver ulteriormente contribuito a creare confusione in quel delicatissimo tema che \u00e8 la pedofilia. Si tende oggi in maniera grossolana a definire pedofili, soggetti che, scientificamente parlando, cos\u00ec non possono essere chiamati. La pedofilia \u00e8 un particolare tipo di parafilia attentamente studiata in psicologia, e pedofili possono essere chiamati solo soggetti in cui si riscontrano determinate turbe psichiche che presentano la loro sintomatologia, non solo nell\u2019attrazione fisica verso persone in et\u00e0 infantile o pre-adolescenziale, ma anche in tutta una lunga serie di altri fenomeni quali difficolt\u00e0 relazionali, scarso adattamento al mondo adulto, aggressivit\u00e0 ed altri. Tenuto conto di questo, appare un grave errore quello commesso nei media, e purtroppo anche in ambienti giudiziari, cio\u00e8 il definire come pedofilo, il ragazzo adolescente che ha utilizzato una immagine definibile come pedopornografica, come merce di scambio per arrivare ad ottenere da quella piccola \u201ccomunit\u00e0 virtuale\u201d di cui fa parte, altri tipi di immagini o di file.<\/p>\n\n<p>Altro elemento negativo derivante dall\u2019applicazione della legge in esame consiste nella facile e immediata predisposizione di misure cautelari sia reali che personali, disposte dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, nei confronti dei soggetti indagati per tali reati. Per quanto riguarda l\u2019applicazione di misure cautelari di carattere personale, hanno ormai cadenza settimanale le notizie di decine di arresti eseguiti dalla Polizia giudiziaria nei confronti di cittadini di ogni classe sociale e di tutte le et\u00e0. Il numero impressionante di questi arresti, accolti spesso da una liberatoria approvazione da parte dell\u2019opinione pubblica, mostrano il loro lato drammatico solo qualche mese dopo, quando, di fronte all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, solo qualche unit\u00e0 di queste centinaia di arresti viene confermata, e le sofferenze e le ripercussioni sulle vite pubbliche e private dei soggetti sottoposti ad una restrizione della propria libert\u00e0, poi ritenuta ingiustificata, vengono ritenute semplicemente giustificate da un generico e vago dovere d\u2019indagine.<\/p>\n\n<p>Un particolare discorso merita poi l\u2019applicazione delle misure cautelari di natura reale, discorso che in realt\u00e0 va esteso a tutte le indagini riguardanti crimini informatici. E\u2019 purtroppo usuale assistere a sequestri generici e inutili effettuati da agenti della Polizia giudiziaria mancanti di una sufficiente cultura informatica. Per ottenere tutte le prove necessarie per portare avanti un\u2019indagine \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente una semplice copia del disco fisso del computer, invece si assiste a sequestri generici di ogni cosa possa in qualche modo ricordare un computer, schermi, tastiere, cavi, e per quanto possa sembrare assurdo qualche indagato si \u00e8 visto sequestrare anche il mouse con l\u2019annesso tappetino.<\/p>\n\n<p>Questa grossolana applicazione delle misure cautelari reali comporta chiaramente gravi danni all\u2019 indagato che vanno ben al di l\u00e0 degli obblighi ai quali \u00e8 sottoposto in base ai dettami del codice. Si pensi a chi utilizza il computer per lavoro o anche solo come principale mezzo di comunicazione, sorge in questo caso un ingente danno, anche economico, che non potr\u00e0 trovare alcun tipo di risarcimento e che verr\u00e0 semplicemente a sommarsi agli altri sopracitati danni arrecati all\u2019 indagato da questo tipo di indagini.<\/p>\n\n<p>Un altro sgradevole effetto dato dalla imprecisa e troppo frettolosa redazione di tale legge consiste nella criminalizzazione dei gestori dei servizi Internet e dei servizi postali, si ipotizza nei confronti di questi soggetti una sorta di responsabilit\u00e0 oggettiva per quello che transita nella rete telematica o in quella postale. L\u2019art. 3 della legge in questione prevede che : \u201cChiunque, al di fuori delle ipotesi di cui al primo e al secondo comma, con qualsiasi mezzo anche per via telematica, distribuisce, divulga o pubblicizza il materiale pornografico di cui al primo comma, ovvero distribuisce o divulga notizie o informazioni finalizzate all\u2019adescamento o allo sfruttamento sessuale dei minori degli anni diciotto, \u00e8 punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da lire cinque milioni a lire cento milioni\u201d.<\/p>\n\n<p>A differenza del comma seguente a quello citato e all\u2019art. 4, dove le azioni della detenzione o della cessione del materiale pedopornografico, vengono accompagnate dall\u2019aggettivo \u201cconsapevolmente\u201d, nel punto in questione invece tale aggettivo viene omesso determinando cos\u00ec una sorta di responsabilit\u00e0 oggettiva di coloro che anche inconsapevolmente distribuiscono il materiale pornografico. Tale appunto \u00e8 stato sollevato anche dal senatore Semenzato del Gruppo parlamentare Verdi-l\u2019Ulivo che ha avanzato una proposta di legge contenente correzioni alla legge 269\/98 a tutela dei gestori di servizi Internet e dei gestori di servizi postali nell\u2019ambito della lotta alla pedofilia e allo sfruttamento sessuale.<\/p>\n\n<p>Il vero e principale problema che suscita questa legge consiste nella enorme sproporzione fra i danni arrecati alle migliaia di indagati, divisi fra utenti della Rete e operatori Internet, e purtroppo il bassissimo volume di effetti positivi che questa legge ha fino ad ora prodotto, soprattutto nei confronti di coloro che sarebbero dovuti essere i diretti beneficiari, ovvero i bambini. Numerose ricerche statistiche mostrano come, oggi, il 90% delle violenze e degli abusi sui minori avviene fra le mura domestiche, e del restante 10% la stragrande maggioranza avviene nell\u2019orbita di amici e conoscenti. L\u2019impressione \u00e8 che istituzioni, opinione pubblica , mass media, forze di Polizia e autorit\u00e0 giudiziarie abbiano rivolto tutte le loro attenzioni su una piccola parte dell\u2019enorme tragedia pedofilia, tratti in inganno dal fatto che questa piccola parte risulta essere sicuramente la pi\u00f9 appariscente, la pi\u00f9 visibile e anche, a torto, la pi\u00f9 spaventosa. Tutto questo comporta che il lavoro onesto e continuo di chi cerca, anche applicando alla lettera tale legge, di debellare la pedofilia, risulta essere vano, in quanto molto probabilmente le centinaia di arresti fatti ogni anno non vengono neanche minimamente compensati da un numero di bambini salvati da questo orrore, dato che nelle case, nei quartieri, nelle periferie pi\u00f9 disagiate delle nostre citt\u00e0, violenze e abusi sui minori continuano come sempre.<\/p>\n\n<p>Per cercare di risolvere il problema pedofilia sicuramente non bastano correzioni a questa legge, occorre un pi\u00f9 attento e competente studio sulle radici del fenomeno, con la costruzione di una rete capillare di sostegno e di diffusione di una cultura del rispetto del valore dei bambini, su una base quanto pi\u00f9 locale possibile. Tuttavia delle riforme alla Legge 269\/98 possono iniziare a porre fine a diversi problemi, occorre definire con attenzione cosa si intende per materiale pedopornografico, fornire gli agenti di Polizia giudiziaria degli strumenti necessari per capire quando ci si trova di fronte veramente a uno sfruttatore di minori, evitando di perdere giorni di lavoro inutile inseguendo il classico adolescente irresponsabile che stupidamente cade in uno dei tanti tranelli in cui si pu\u00f2 cadere con un uso poco attento di Internet.<\/p>\n\n<p>Qualche rimedio inizia a porsi, da una parte la Microsoft ha creato una maschera telematica, un vero e proprio filtro anti-pedofili da agganciare ai portali per avvisare i navigatori Internet sui rischi che corrono se entrano in siti di porno-pedofilia, ed \u00e8 recente la notizia di un grande studio scientifico volto a raggiungere la certezza o quanto meno un\u2019alta probabilit\u00e0 circa la determinazione dell\u2019et\u00e0 dei soggetti ripresi in immagini di carattere pornografico.<\/p>\n\n<p>Come si pu\u00f2 vedere anche da quest\u2019ultima notizia, la tecnologia pu\u00f2 apportare degli enormi vantaggi nella lotta alla pedofilia, e uno sguardo razionale della stessa Internet mostra come la stessa offre e pu\u00f2 offrire un notevole aiuto a chi in questa lotta \u00e8 impegnato, a partire dalle famiglie delle vittime, che possono trovare in questa un punto di incontro, alle istituzioni che possono sfruttare proprio la diffusione dei mezzi informatici per attuare un\u2019ingente opera educativa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Limiti ed errori della legge anti-pedofilia di Donato Sandro Putignano Nell\u2019Agosto del 1998 fu licenziata dalle nostre camere la legge 269, una legge nata con l\u2019intento di reprimere il fenomeno della pedofilia e della schiavit\u00f9, che in particolar modo ha indirizzato il suo intento punitivo contro quel particolare fenomeno chiamato pedofilia on line. 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